La nostra attività è incentrata maggiormente in campo oncologico nel trattamento del tumore della prostata, della vescica e del rene.

Particolare attenzione viene rivolta verso le patologie benigne come la calcolosi renale, l’ipertrofia prostatica benigna propriamente maschili ed altre come il prolasso vescicale, l’incontinenza urinaria e le cistiti croniche riguardandanti il sesso femminile.

Siamo specializzati nel trattamento chirurgico mini-invasivo di queste patologie, riducendo il dolore post-operatorio e i giorni di degenza. 

Nella chirurgia urologica, come in tutte le altre specializzazioni, nonostante le innovazioni introdotte, la variabile piu’ importante rimane e rimarrà sempre il vostro chirurgo.

I medici UH lavorano sia individualmente che come squadra, consultandosi spesso nella cura e nella gestione dei pazienti, agendo in modo cooperativo in sala operatoria. Siamo infatti coinvolti in tutti gli aspetti della malattia urologica e nella gestione multidisciplinare. Anche se un paziente si identifica con un solo medico, nel nostro gruppo può essere certo che la sua patologia urologica e il suo benessere siano la preoccupazione e la responsabilità di tutti i membri del team di Urology Healthcare.

Questo approccio di squadra non è più insolito come avveniva in passato. È stato sviluppato nel corso degli ultimi venti anni ed è attualmente considerato come modello operativo in molti gruppi urologici in tutto il mondo.

Le patologie nelle quali ognuno dei nostri medici ha acquisito particolari esperienze formative:

  • Chirurgia mini-invasiva
  • Trattamenti Laser delle patologie uro-andrologiche
  • Calcolosi Renale
  • Incontinenza Urinaria femminile
  • Ipertrofia Prostatica  
  • Tumore della Prostata 
  • Incontinenza Urinaria Maschile
  • Patologie dell’uretra
  • Tumore della vescica
  • Prolasso genitale 
  • Disfunzione Erettile
  • Tumore del Rene
  • Patologie Uro-Ginecologiche
  • Andrologia
  • Neuro-Urologia
  • Patologie infettive delle vie urinarie

Il nostro team:


  • Dr. Stephane Cusumano

    Attività chirurgica presso il Policlinico Luigi Di Liegro. Nel Gruppo Uropoint è il responsabile della CHIRURGIA MINI-INVASIVA ED UROGINECOLOGICA per la gestione dei pazienti affetti da PATOLOGIE ONCOLOGICHE. Patologie Trattate: Ipertrofia Prostatica ; Neoplasia Prostatica ; Neoplasia Vescicale; Neoplasie Renali; Prolasso Genitale; Incontinenza Urinaria. Laurea conseguita presso l’università Tor Vergata nel 2006. Specializzazione in Urologia Univeristà Torvergata nel 2009 Iscritto all’ordine dei medici di Roma M 53404

    • Mercoledi ore 11/19 - Salus - Ladispoli
    • Venerdi ore 8.30/12 - Salus - Ladispoli
    • Venerdi ore 15/19 - Viale Trastevere 220 - Roma

    stephane.cusumano@gmail.com


  • Giuseppe Borgoni

    Attività chirurgica presso il Policlinico Luigi Di Liegro. Nel Gruppo Uropoint si occupa della chirurgia oncologica e funzionale dell'apparato urinario e genitale maschile. Patologie trattate: iperplasia prostatica, neoplasia prostatica, neoplasia vescicale, neoplasia renale e della via escretrice, neoplasia testicolare, calcolosi reno ureterale. Laurea presso università Sapienza nel 2011, specializzazione presso università Sapienza nel 2017 Iscrizione ordine di Roma 59136

Le strutture dove operiamo:

  • Policlinico Luigi Di Liegro

    Policlinico Luigi Di Liegro

    Il Policlinico Luigi Di Liegro, appartenente al gruppo sanitario privato Simonetta Garofalo è una struttura sanitaria privata convenzionata ed autorizzata per circa 200 posti letto, che si pone quale parte integrante del sistema sanitario della Regione Lazio, per soddisfare i bisogni sanitari sempre più complessi ed articolati dei propri Utenti, avvalendosi dell’evoluzione delle tecniche e delle conoscenze scientifiche. Il Policlinico Luigi Di Liegro è convenzionato con il SSN per le specialità urologica, ortopedica, ginecologica, nefrologica, di chirurgia generale e chirurgia plastica. La struttura accoglie inoltre, in regime privatistico, tutte le specialità chirurgiche elencate.

    www.policlinicoportuensespa.it


I nostri servizi:

  • Defeco RM
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    La Defeco-RM è un esame solitamente richiesto per lo studio morfologico e funzionale degli organi e delle strutture muscolo-sfinterali della pelvi coinvolte nella defecazione: retto-sigma, utero, vescica, pavimento muscolare. Tale metodica non utilizza radiazioni ma bensì un campo magnetico ed onde a radiofrequenza e solitamente non avviene la somministrazione di mezzo di contrasto.

    Viene utilizzata nei pazienti con problematiche di: stipsi cronica, prolasso rettale, prolasso vescicale o/e uterino, l’incontinenza urinaria e fecale, il rettocele ed in tutte le condizioni in cui si debba escludere un problema funzionale o anatomico della defecazione.

    E’ un esame indolore e non invasivo, non viene somministrato nessun mezzo di contrasto. Attraverso una sonda rettale vengono introdotti 200 cc di gel acquoso nel retto. L’esame si dividerà poi in due parti: la statica, dove il paziente dovrà rimanere fermo nella posizione indicata dal tecnico, ed una dinamica, in cui dovrà contrarre l’ano, ed in seguito spingere come per “andare di corpo” secondo le indicazioni che il tecnico indicherà tramite il microfono. Da ultimo si chiederà al paziente di eliminare il gel con la defecazione.

    Solitamente si consiglia un clistere di pulizia la sera prima dell’esame il quale deve essere ripetuto anche la mattina dell’esame.

  • Uroflussometria
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    E’ un test urologico che misura la quantità di urina nell’unità di tempo. L’uroflussimetria riveste un ruolo fondamentale durante la visita urologica, consiste nell’urinare in un apposito contenitore che tramite un trasduttore fornisce tutti i dati della minzione del paziente.

    La velocità di flusso massimo e di flusso medio espresso in ml/sec, associata al volume emesso e la curva minzionale forniscono un quadro completo della qualità della minzione.

    L’uroflussimetria seguita da un’ecografia vescicale per valutare il residuo post minzionale è fondamentale al fine di proporre un intervento disostruttivo al paziente (resezione prostatica -TURP- )

  • Ecografia renale e vescicale
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    Quale sono le indicazioni?

    L’indicazione più frequente è la colica renale : la presenza di una dilatazione pielica senza la visualizzazione del calcolo lungo l’uretere (non sempre visibile), fa comunque presagire una litiasi dell’uretere, che può essere confermata da una TC senza contrasto ( topografia della calcolosi). Nella calcolosi renale è l’esame di primo livello prima di un trattamento ESWL (litotrissia extracorporea). Nell’ematuria macroscopica o microscopica persistente, è indispensabile includere l’eco renale per escludere patologie dell’alto apparato urinario.

    Spesso l’ecografia renale per altre cause mette in evidenza un tumore renale occasionale asintomatico.

    Può essere utilizzata per monitorare formazioni benigne ( cisti renali, angiomiolipomi ecc).

    Preparazione all’esame?

    Nei nostri ambulatori consigliamo anche se non indispensabile un digiuno di 6 ore per evitare eventuali difficoltà di visualizzazione a causa del meteorismo intestinale e presentarsi con la vescica piena ( non urinare prima dell’esame) bevendo nell’ora precedente l’esame mezzo litro di acqua, nessun altro accorgimento particolare è necessario.

    Come si svolge l’esame?

    Il paziente è posizionato supino sul letto, può essere chiesto di girarsi prima sul lato sinistro poi sul lato destro. L’esame dura qualche minuto, le immagine raccolte vengono visualizzati sul monitor e fotografate. Il referto è immediato

    Vantaggi/Rischi

    Immaging in tempo reale
    Ottimo stumento per la biopsia ecoguidata
    Disponibile  ovunque
    Non utilizza radiazioni ionizzanti

    Ad oggi non sono stati riconosciuti effetti nocivi sull’uomo

  • Ecografia prostatica transrettale
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    L’ecografia prostatica transrettale in caso di sospetto , risulta è utile nel mettere in evidenza eventuali irregolarità del parenchima prostatico e/o della capsula, ma soprattutto consente di esplorare la porzione anteriore della ghiandola che palpatoriamente non puo’ essere valutata durante la visita urologica.

    E’ per questa ragione che in presenza di un PSA anche leggermente aumentato, l’ecografia permette all’urologo di ottenere informazioni aggiuntive per una corretta valutazione.

    L’ecografia prostratica transrettale, oltre che nello studio per lesioni sospette per neoplasie, serve solitamente all’urologo per valutare le dimensioni della ghiandolare prostatica in previsione dell’intervento per ipertrofia prostatica benigna (IPB). Sebbene la chirurgia dell’IPB si sia notevolemente modificata nel corso dell’ultimo decennio con l’avvento della tecnologia laser, le dimensioni servono al chirurgo per valutare effettivamente quale intervento sia più adeguato per un paziente rispetto ad un altro (correlazione tra dimensione della prostata ed intervento per IPB).

    Nel caso del tumore prostatico l’ecografia è utile in fase diagnostica per valutare la presenza di aree piu’ o meno sospette a carico del tessuto prostatico. Le aree sospette si manifestano solitamente come aree più scure ( ipoecogene ), ma non di rado puo’ capitare che altre zone di aspetto diverso possano essere prese in considerazione ed eventualmente bioptizzate.

    IN OGNI CASO CI PREME SOTTOLINEARE CHE L’ECOGRAFIA PROSTATICA TRANSRETTALE NON DA’ ALCUNA INFORMAZIONE RIGUARDO AL GRADO DI OSTRUZIONE CHE LA GHIANDOLA PROSTATICA OFFRE AL PASSAGGIO DELL’URINA. PER VALUTARE IL GRADO DI OSTRUZIONE SI CONSIGLIA SEMPRE DI FARE UNA UROFLUSSOMETRIA CON VALUTAZIONE DEL RESIDUO POST MINZIONALE (RPM) .

  • Scintigrafia Ossea
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    Solitamente viene richiesta solo se la fosfatasi alcalina è elevata. La scintigrafia ossea è un esame che, mediante l’iniezione in vena di un tracciante marcato con isotopi radioattivi, detto radiofarmaco, consente di individuare la presenza di metastasi allo scheletro. La tecnica è sicura, al punto che può essere utilizzata anche sui bambini: la quantità di radiofarmaco iniettata è infatti proporzionale al peso corporeo.

  • La scintigrafia renale
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    Solitamente nel corso di una valutazione per neoplasia renale, viene eseguita per valutare la funzione del rene sano. Questo esame viene richiesto anche nella valutazione funzionale della stenosi del giunto pieloureterale.

    La scintigrafia renale è un esame che permette di verificare la funzionalità renale e si divide in statica o dinamica. La scintigrafia renale statica si esegue somministrando in vena una sostanza radioattiva, detta radiofarmaco, che si lega alle cellule della parte corticale del rene, consentendone la visualizzazione. Dopo almeno un paio d’ore dall’iniezione del tracciante, il paziente viene fatto stendere su un lettino, con lo strumento esplorante (detto gamma camera) posizionato sulla regione lombare. In presenza di una alterazione del tessuto renale le cellule perdono la capacità di captare la sostanza, per cui le aree sofferenti si identificano come zone in cui la concentrazione della radioattività, rilevata dall’apparecchio, è inferiore o assente. La scintigrafia statica permette di ottenere quindi un’immagine del tessuto funzionante nei due reni. Quella dinamica, o sequenziale, sfrutta invece la caratteristica di alcuni radiofarmaci di venire captati ed eliminati dai reni in modo proporzionale alla funzionalità renale. Permette quindi di valutare la funzionalità renale e il deflusso urinario lungo le vie urinarie.

  • La TC total body
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    Esame TC – tomografia computerizzata mediante scanner multidelettore e con acquisizione spirale

    Alla elevata tecnologia del sistema TC prescelto è stata aggiunta una particolare cura degli standard di qualità nei protocolli diagnostici, riservando grande attenzione alla riduzione della dose di radiazioni e dei mezzi di contrasto, ottimizzando nel contempo la qualità del prodotto diagnostico al fine di rispondere nel modo più accurato al quesito clinico di ciascun esame.

  • Biopsia prostatica Fusion
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    L’agobiopsia eseguita mediante ecografia prostatica transrettale ha un ruolo cruciale nella diagnosi del tumore alla prostata.

    Ciononostante, l’ecografia ha dei limiti a causa della visione monocromatica e bidimensionale che gli ecografi forniscono ed in alcuni casi possiamo rilevare immagini dubbie o poco sospetta anche di fronte a situazioni cliniche evidenti. Basti pensare che i lavori scientifici forniscono un dato pari al 11% 35% (1) di biopsie positive in pazienti sospetti con PSA tot compreso tra 4-10 ng/ml .

    Studi hanno dimostrato che la biopsia prostatica a sestanti ha una sensibilità del 30%, con un aumento della stessa mediante l’aumento del numero di prelievi fino ad con valori del 36-58% con 12 prelievi bioptici e 53%58% con 18 prelievi bioptici (2).

    La risonanza magnetica multiparametrica è uno strumento diagnostico che consente di diagnosticare con più precisione il tumore prostatico evitando biopsie prostatiche inutili. Consente una visione dell’organo tridimensionale e ne fornisci in alcuni casi dettagli funzionali e metabolici che aiutano il radiologo a capire il comportamento di alcune aree all’interno dell’organo. L’idea è quella di unire la praticità dell’ecografia con la precisione ed accuratezza della risonanza magnetica. La Biopsia prostatica “ FUSION “è uno strumento in grado di fornire al chirurgo immagini in tempo reale dell’ecografia prostatica trans rettale fondendole con quelle della risonanza magnetica. Queste immagini in risonanza magnetica una volta “fusionate” ci segnalano in tempo reale le aree già marcate ( aree target ) dal radiologo come aree sospette e metabolicamente attive a livello del tessuto prostatico.

    Questo sistema consente quindi al chirurgo, grazie alla tridimensionalità e alla possibilità di operare in real-time di eseguire prelievi bioptici nella giusta localizzazione. Inoltre, il macchinario (UROSTATION) ha nel proprio software un algoritmo che consente di rilevare se il prelievo bioptico è stato eseguito esattamente nella zona sospetta precedentemente segnalata dal radiologo durante la risonanza magnetica. Solitamente il chirurgo durante la valutazione ecografica e la fusione di immagini utilizza le sequenze pesate in T2 per la valutazione anatomica delle aree sospette. Ovviamente queste sequenze hanno una ridotta capacità di individuare immagini a carico della porzione adenomatosa della ghiandola prostatica, ma grazie alle sequenza in diffusione e perfusione ( che ne permettono la valutazione metabolica ) si riesce ad ovviare a questo problema.

    La risonanza magnetica con spettroscopia aiuta molto nella diagnosi del carcinoma prostatico e le sequenze funzionali con i coefficienti di diffusione sono un aiuto per il radiologo nel indicare le “target zone” da mappare prima della biopsia prostatica. Inoltre il coefficiente di diffusione riesce a discriminare tra neoplasie piu’ o meno aggressive (3). Ed è proprio sulla base di questi dati che la biopsia prostatica in fusione di immagini è stata sviluppata.

    Articolo Scientifico Journal of Urology

    J Urol. 2013 Oct;190(4):1380-6. doi: 10.1016/j.juro.2013.04.043. Epub 2013 Apr 19. Critical evaluation of magnetic resonance imaging targeted, transrectal ultrasound guided transperineal fusion biopsy for detection of prostate cancer. Kuru TH1, Roethke MC, Seidenader J, Simpfendörfer T, Boxler S, Alammar K, Rieker P, Popeneciu VI, Roth W, Pahernik S, Schlemmer HP, Hohenfellner M, Hadaschik BA.

    Dei 347 pazienti che hanno eseguito prelievi bioptici il 58% ( 200 pazienti) hanno mostrato di cancro alla prostata ed il 73,5% delle biopsie provavano un cancro alla prostata clinicamente rilevante secondo (NCCN) i criteri del National Comprehensive Cancer Network. Su 200 pazienti che erano positivi alla biopsia prostatica e che hanno eseguito una risonanza magnetica multiparametrica il 52% (104 pazienti) sono risultati avere lesioni altamente sospette per il cancro alla prostata. Il tasso di rilevamento del carcinoma prostatico in questa porzione di pazienti è stato del 82,6% (86 su 104 uomini), e questi pazienti quelli che presentavano con un punteggio di Gleason di 7 o superiore erano il 72%. Nel complesso le “target zone” individuate hanno rilevato una positività molto più elevata rispetto alle biopsie sistematiche (30% vs 8,2%). Dei 94 pazienti senza lesioni sospette sulla risonanza magnetica ad 11 pazienti (11,7%) è stata diagnosticata una malattia di rischio intermedio. Per quanto riguarda gli effetti negativi dopo la biopsia : Il 50,6% dei pazienti (152 si 300 pz) ha riportato ematuria lieve; Il 26% ha avuto la disfunzione erettile temporanea; Il 2,6% ha necessitato di un cateterismo a breve termine; L’1% ha avuto infezioni delle vie urinarie.

    Bibliografia

    1 Prostate cancer staging using imaging. Engelbrecht MR, Barentsz JO, Jager GJ, van der Graaf M, Heerschap A, Sedelaar JP, Aarnink RG, de la Rosette JJ . BJU Int. 2000 Jul; 86 Suppl 1():123-34.

    2 Saturation biopsies on autopsied prostates for detecting and characterizing prostate cancer. Delongchamps NB, de la Roza G, Jones R, Jumbelic M, Haas GP BJU Int. 2009 Jan; 103(1):49-54.

    3 Magnetic resonance imaging for the detection, localisation, and characterisation of prostate cancer: recommendations from a European consensus meeting. Dickinson L, Ahmed HU,Allen C, Barentsz JO, Carey B, Futterer JJ, Heijmink SW, Hoskin PJ, Kirkham A, Padhani AR, Persad R,Puech P, Punwani S, Sohaib AS, Tombal B, Villers A, van der Meulen J, Emberton M Eur Urol. 2011 Apr; 59(4):477-94.

  • 24/24 H Availability For 365 days
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    Presso la casa di cura European Hospital svolgiamo la nostra attività privata. Abbiamo da poco attivato presso questo centro uno STONE CENTER ovvero un centro specializzato nel trattamento acuto/urgente delle coliche renali dove è possibile essere trattati nelle 12 ore successive al contatto con il medico specialista che ha valutato le vostre condizioni cliniche pre-operatorie.

    Il nostro centro si avvale della tecnologia laser (LASER TULLIO) per il trattamento dell’ipertrofia prostatica benigna. Ci avvaliamo per questo di una stretta collaborazione con personale dedicato 24/24H per la fornitura in urgenza di tutto il materiale necessario ad eseguire procedure standard e complesse. Da pochi giorni è attiva presso il nostro centro la nuova tecnologia di fusione in Risonanza Magnetica (RM) per le biopsie prostatiche nei pazienti con PSA elevato.

  • Team Multidisciplinare Tumori Urologici
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    La gestione multidisciplinare in oncologia, ovvero la  sinergia di più specialisti, permette gestire il paziente oncologico in tutte le fasi della malattia, migliora la risposta ai trattamenti, favorisce il tempestivo accesso a terapie riabilitative e di supporto e consente di gestire efficacemente l’eventuale ripresa di malattia.

    Queste competenze diventano essenziali nella gestione dell’uomo con patologie tumorale che, a seconda degli stati di malattia, può essere indirizzato a diverse terapie quali la chirurgia, la radioterapia esterna e la chemioterapia. In alcune patologie come il tumore prostatico, vengono valutati  anche altri approcci terapeutici come la brachiterapia, l’ormonoterapia oppure monitorato con atteggiamenti osservazionali quali la sorveglianza attiva e la vigile attesa.

    La collaborazione di urologo, oncologo radioterapista, oncologo medico, patologo, radiologo, medico nucleare, psicologo ma anche riabilitatore, andrologo, fisioterapista, esperto di terapie palliative e di supporto permette un del percorso di cura che è in grado di  offrire informazioni obiettive e non contraddittorie su tutte le opzioni terapeutiche disponibili ed evitare multiple consulenze.

    A livello europeo la situazione paesi come  Francia, Germania, Olanda, Regno Unito la gestione del paziente oncologico è multidisciplinare e multiprofessionale da anni. In Italia si stanno organizzando sempre centri di questo tipo con l’obbiettivo  di portare un aumento dei servizi, una  gestione del paziente che permette un rapido accesso a più specialisti nello stesso tempo.

    Con “Discussioni collegiali dei casi” o “Tumor Board” o “Incontri del Team Multidisciplinari” si intende che la documentazione è rivista in assenza del paziente dagli specialisti necessari per lo specifico caso; l’esito della discussione è comunicato al paziente successivamente con modalità diverse a seconda dei centri.

    Con “Visite Multidisciplinari” si intende che il paziente incontra, simultaneamente o in sequenza, gli specialisti necessari per il suo specifico caso; le visite possono essere:

    • di primo accesso
    • di controllo
    • corrispondenti ad alcune fasi di malattia.