L'ecografia Prostatica Transrettale

L’ecografia prostatica transrettale in caso di sospetto , risulta è utile nel mettere in evidenza eventuali irregolarità del parenchima prostatico e/o della capsula, ma soprattutto consente di esplorare la porzione anteriore della ghiandola che palpatoriamente non puo’ essere valutata durante la visita urologica.

E’ per questa ragione che in presenza di un PSA anche leggermente aumentato, l’ecografia permette all’urologo di ottenere informazioni aggiuntive per una corretta valutazione.

L’ecografia prostratica transrettale, oltre che nello studio per lesioni sospette per neoplasie, serve solitamente all’urologo per valutare le dimensioni della ghiandolare prostatica in previsione dell’intervento per ipertrofia prostatica benigna (IPB). Sebbene la chirurgia dell’IPB si sia notevolemente modificata nel corso dell’ultimo decennio con l’avvento della tecnologia laser, le dimensioni servono al chirurgo per valutare effettivamente quale intervento sia più adeguato per un paziente rispetto ad un altro (correlazione tra dimensione della prostata ed intervento per IPB).

Nel caso del tumore prostatico l’ecografia è utile in fase diagnostica per valutare la presenza di aree piu’ o meno sospette a carico del tessuto prostatico. Le aree sospette si manifestano solitamente come aree più scure ( ipoecogene ), ma non di rado puo’ capitare che altre zone di aspetto diverso possano essere prese in considerazione ed eventualmente bioptizzate.

IN OGNI CASO CI PREME SOTTOLINEARE CHE L’ECOGRAFIA PROSTATICA TRANSRETTALE NON DA’ ALCUNA INFORMAZIONE RIGUARDO AL GRADO DI OSTRUZIONE CHE LA GHIANDOLA PROSTATICA OFFRE AL PASSAGGIO DELL’URINA. PER VALUTARE IL GRADO DI OSTRUZIONE SI CONSIGLIA SEMPRE DI FARE UNA UROFLUSSOMETRIA CON VALUTAZIONE DEL RESIDUO POST MINZIONALE (RPM) .