Le Cistiti

Le Cistiti

Patologia quasi ad appannaggio totale delle donne. La terapia antibiotica è indicata solo nel trattamento dell’infezione acuta , ma il suo protrarsi per lunghi periodi , o l’autoprescrizione al primo sintomo , la rende inefficace e potenzialmente pericolosa (selezione di germi resistenti, alterazione della flora batterica ecc.) . Considerando che l’antibiotico agisce solo sull’infezione e non sul sintomo della cistite una delle prime cose da fare prima di iniziare una terpia antibiotica è quella di eseguire un esame delle urine ed un urinocoltura con antibiogramma. Cosi facendo si facilita il compito del medico che vi ha in cura che potra ne caso di una recidiva impostare la corretta terapia antibiotica e nel contempo cercare di capire la causa della cistite.

Fattori di rischio
Le donne a maggior rischio di infezioni del tratto urinario sono:
Donne sessualmente attive. Il rapporto sessuale può portare a dei batteri di essere spinti nell’uretra.
Utilizzo di alcuni mezzi contraccettivi Le donne che fanno uso di diaframmi e spermicidi sono ad aumentato rischio di infezioni.
Gravidanza i cambiamenti ormonali durante la gravidanza possono aumentare il rischio di infezione vescicale.
Altri fattori di rischio negli uomini e nelle donne includono:
Deficit del sistema immunitario: l’infezione da HIV e la chemioterapia.
Altre patologie come il diabete, e l’insufficienza renale.
Patologie intestinali: stipsi, diverticolosi, colite.
Patologie infettive a carico della vagina (infezione a trasmissione sessuale)

Norme igieniche e di comportamento
Le norme igieniche sanitarie spesso sottovalutate, hanno in realtà una grande importanza perché a volte possono , da sole , causare la scomparsa o una drastica riduzione del numero degli episodi infettivi . Esse comprendono :
• Idratazione adeguata ( circa due litri di acqua oligominerale al giorno ) , possibilmente distribuita nel corso della giornata , associata a minzioni frequenti . Un adeguato ricambio idrico ha un duplice effetto di ridurre l’azione irritativa dovuta ad urine troppo concentrate e di garantire un adeguato “lavaggio” ed eliminazione dei batteri dalle vie urinarie.
• Evitare bevande alcalinizzanti : acqua e bibite gassate con aggiunta di anidride carbonica .
• Tenere l’intestino regolato , ricorrendo ad una dieta ricca di fibre che associata all’acqua assunta e a sostanze come il Laevolac evitano l’utilizzo di lassativi sempre dannosi per l’intestino , e riducono la moltiplicazione dei batteri fecali .
• Compiere un’accurata igiene perineale ( ano - vagina ) usando acqua e possibilmente saponi neutri , o sostitutivi del sapone tipo non ionici . La zona va detersa con un movimento compiuto dall’alto in basso e non viceversa , evitando l’uso del bidè . E’ consigliata la posizione eretta , nella vasca da bagno , con le gambe divaricate usando il telefonino della doccia .
• In presenza di disturbi vaginali ( perdite, sensazione di bruciore, prurito ecc.) non effettuare terapia medica topica ( ovuli, candelette, lavande vaginali ) se non su prescrizione dello specialista, poiché l’uso eccessivo o non specifico di detergenti antibatterici riduce l’acidità naturale della vagina, che costituisce un fattore di difesa contro lo sviluppo batterico.
• Spesso erroneamente le lavande vaginali vengono eseguite dopo il rapporto sessuale , invece è opportuno soprattutto in presenza di leucorrea ( perdite bianche ) eseguire un’irrigazione vaginale quando è possibile prima del rapporto .
• Nella donna sessualmente attiva è consigliabile urinare prima del rapporto e subito dopo .
• Evitare l’uso di contraccettivi meccanici ( diaframma - creme spermicide ) .
• Evitare l’uso di contraccettivi orali ad alto dosaggio ormonale , che contribuiscono alla congestione pelvica .
• Le pazienti che fanno uso di assorbenti interni devono rinnovare spesso il tampone , che va rimosso durante la notte .
• Durante le mestruazioni le misure igieniche devono essere particolarmente scrupolose per evitare la proliferazione di batteri presenti e la contaminazione uretrale .
• Evitare di indossare biancheria intima in fibra sintetica o pantaloni troppo aderenti , che favoriscono la traspirazione e di conseguenza la moltiplicazione degli stafilococchi cutanei .
Evitare le cattive abitudini minzionali : non trattenere a lungo l’urina in vescica , cercare di urinare al primo stimolo .