Terapia medica dell'ipertrofia prostatica

La terapia medica viene consiglia in base alla situazione riscontrata dall’Urologo. I farmaci per l’ipertrofia prostatica sono di due tipi : quelli che agiscono cercando di ridurre il volume della prostata (Finasteride - Dutasteride) e quelli che svolgono un’azione aumentando l’apertura del collo vescicale e riducendo le pressioni intraprostatiche (Alfa-Litici) migliorando il flusso urinario. Talvolta può essere utile l’associazione dei due farmaci.
In caso di ostruzione grave, o se la terapia medica non riesce a migliorare il quadro clinico e sintomatologico è necessario ricorrere alla terapia chirurgica, prima che si instauri un danno vescicale.

La terapia chirurgica per l’ipertrofia prostatica consiste nella rimozione di quella parte di prostata ingrossata (l’adenoma prostatico) che ostruisce il collo vescicale impedendo una regolare minzione.
Fino a qualche anno fà la chirurgia dell’ipertrofia prostatica era generalmente riconducibile a due tipi di interventi : l’intervento chirurgico tradizionale ‘a cielo aperto’ o l’intervento per via endoscopica.
Il volume della prostata rappresentava il principale criterio di scelta del tipo di intervento. In linea di massima possiamo dire che si preferisce eseguire l’intervento chirurgico tradizionale con incisione addominale nel caso di una prostata particolarmente voluminosa (volume maggiore di 60gr) con la necessità di portarte il catere vescicale tra i 5 e 7 giorni dopo l’intervento con una degenza media di circa 7/8 giorni di ricovero.
Mentre nel caso di prostate di dimensioni minori si preferirà eseguire l’intervento per via endoscopica con una degenza media di circa 4/5 giorni, rimuovendo il catere vescicale mediamente dopo 3/4 giorni .
Le dimensioni della prostata vengono accuratamente valutate con l’ecografia prostatica transrettale.

In entrambi i casi ciò che viene asportato è soltanto l’adenoma (parte interna o parte ghiandolare) che è la causa dell’ostruzione e non tutta la prostata.