Chirurgia laser nel trattamento dell'ipertrofia prostatica

Il progresso scientifico e le innovazioni tecnologiche applicate al campo della sanità, permettono un’assistenza sempre più integrata e sincronizzata, l’ottimizzazione e perfezionamento dei servizi offerti ai pazienti. Più specificamente il contributo della tecnologia alla medicina ha portato, in questi ultimi anni, ad un importante sviluppo nel campo della chirurgia della prostata nella produzione di dispositivi che riducono i tempi di degenza e le morbidità legate agli interventi stessi.

LA CHIRURGIA LASER?

La prostatectomia transuretrale mediante laser al tullio (ThuLEP) offre gli stessi risultati e la non invasività della resezione endoscopica, ovvero non implica l’incisione esterna della cute poiché lo strumento chirurgico è introdotto attraverso il pene. La durata della procedura varia da 60 a 140 minuti e dipende dalle dimensioni della ghiandola prostatica e viene eseguito in anestesia loco-regionale (spinale) o generale.
Porta alcuni vantaggi come la riduzione del sanguinamento, del tempo di cateterizzazione solitamente tra le 12 e le 18 ore dopo l’intervento e quindi dei giorni di degenza ospedaliera.
Decorso post-operatorio: generalmente il giorno successivo all’intervento viene rimosso il catetere vescicale e il giorno seguente il paziente, in assenza di complicanze, può essere dimesso. In caso di ematuria (presenza di sangue nelle urine) il personale medico può decidere di mantenere il catetere qualche giorno in più.
Effetti collaterali: fastidiosi disturbi urinari (bruciore durante la minzione, minzione frequente) possono protrarsi per 4 settimane dopo l’intervento. L’eiaculazione retrograda (ovvero il liquido seminale, al momento dell’orgasmo, non fuoriesce all’esterno ma si riversa in vescica e viene eliminato con le urine successive al rapporto sessuale)