Biopsia prostatica Fusion

L’agobiopsia eseguita mediante ecografia prostatica transrettale ha un ruolo cruciale nella diagnosi del tumore alla prostata.

Ciononostante, l’ecografia ha dei limiti a causa della visione monocromatica e bidimensionale che gli ecografi forniscono ed in alcuni casi possiamo rilevare immagini dubbie o poco sospetta anche di fronte a situazioni cliniche evidenti. Basti pensare che i lavori scientifici forniscono un dato pari al 11% 35% (1) di biopsie positive in pazienti sospetti con PSA tot compreso tra 4-10 ng/ml .

Studi hanno dimostrato che la biopsia prostatica a sestanti ha una sensibilità del 30%, con un aumento della stessa mediante l’aumento del numero di prelievi fino ad con valori del 36-58% con 12 prelievi bioptici e 53%58% con 18 prelievi bioptici (2).

La risonanza magnetica multiparametrica è uno strumento diagnostico che consente di diagnosticare con più precisione il tumore prostatico evitando biopsie prostatiche inutili. Consente una visione dell’organo tridimensionale e ne fornisci in alcuni casi dettagli funzionali e metabolici che aiutano il radiologo a capire il comportamento di alcune aree all’interno dell’organo. L’idea è quella di unire la praticità dell’ecografia con la precisione ed accuratezza della risonanza magnetica. La Biopsia prostatica “ FUSION “è uno strumento in grado di fornire al chirurgo immagini in tempo reale dell’ecografia prostatica trans rettale fondendole con quelle della risonanza magnetica. Queste immagini in risonanza magnetica una volta “fusionate” ci segnalano in tempo reale le aree già marcate ( aree target ) dal radiologo come aree sospette e metabolicamente attive a livello del tessuto prostatico.

Questo sistema consente quindi al chirurgo, grazie alla tridimensionalità e alla possibilità di operare in real-time di eseguire prelievi bioptici nella giusta localizzazione. Inoltre, il macchinario (UROSTATION) ha nel proprio software un algoritmo che consente di rilevare se il prelievo bioptico è stato eseguito esattamente nella zona sospetta precedentemente segnalata dal radiologo durante la risonanza magnetica. Solitamente il chirurgo durante la valutazione ecografica e la fusione di immagini utilizza le sequenze pesate in T2 per la valutazione anatomica delle aree sospette. Ovviamente queste sequenze hanno una ridotta capacità di individuare immagini a carico della porzione adenomatosa della ghiandola prostatica, ma grazie alle sequenza in diffusione e perfusione ( che ne permettono la valutazione metabolica ) si riesce ad ovviare a questo problema.

La risonanza magnetica con spettroscopia aiuta molto nella diagnosi del carcinoma prostatico e le sequenze funzionali con i coefficienti di diffusione sono un aiuto per il radiologo nel indicare le “target zone” da mappare prima della biopsia prostatica. Inoltre il coefficiente di diffusione riesce a discriminare tra neoplasie piu’ o meno aggressive (3). Ed è proprio sulla base di questi dati che la biopsia prostatica in fusione di immagini è stata sviluppata.

Articolo Scientifico Journal of Urology

J Urol. 2013 Oct;190(4):1380-6. doi: 10.1016/j.juro.2013.04.043. Epub 2013 Apr 19. Critical evaluation of magnetic resonance imaging targeted, transrectal ultrasound guided transperineal fusion biopsy for detection of prostate cancer. Kuru TH1, Roethke MC, Seidenader J, Simpfendörfer T, Boxler S, Alammar K, Rieker P, Popeneciu VI, Roth W, Pahernik S, Schlemmer HP, Hohenfellner M, Hadaschik BA.

Dei 347 pazienti che hanno eseguito prelievi bioptici il 58% ( 200 pazienti) hanno mostrato di cancro alla prostata ed il 73,5% delle biopsie provavano un cancro alla prostata clinicamente rilevante secondo (NCCN) i criteri del National Comprehensive Cancer Network. Su 200 pazienti che erano positivi alla biopsia prostatica e che hanno eseguito una risonanza magnetica multiparametrica il 52% (104 pazienti) sono risultati avere lesioni altamente sospette per il cancro alla prostata. Il tasso di rilevamento del carcinoma prostatico in questa porzione di pazienti è stato del 82,6% (86 su 104 uomini), e questi pazienti quelli che presentavano con un punteggio di Gleason di 7 o superiore erano il 72%. Nel complesso le “target zone” individuate hanno rilevato una positività molto più elevata rispetto alle biopsie sistematiche (30% vs 8,2%). Dei 94 pazienti senza lesioni sospette sulla risonanza magnetica ad 11 pazienti (11,7%) è stata diagnosticata una malattia di rischio intermedio. Per quanto riguarda gli effetti negativi dopo la biopsia : Il 50,6% dei pazienti (152 si 300 pz) ha riportato ematuria lieve; Il 26% ha avuto la disfunzione erettile temporanea; Il 2,6% ha necessitato di un cateterismo a breve termine; L’1% ha avuto infezioni delle vie urinarie.

Bibliografia

1 Prostate cancer staging using imaging. Engelbrecht MR, Barentsz JO, Jager GJ, van der Graaf M, Heerschap A, Sedelaar JP, Aarnink RG, de la Rosette JJ . BJU Int. 2000 Jul; 86 Suppl 1():123-34.

2 Saturation biopsies on autopsied prostates for detecting and characterizing prostate cancer. Delongchamps NB, de la Roza G, Jones R, Jumbelic M, Haas GP BJU Int. 2009 Jan; 103(1):49-54.

3 Magnetic resonance imaging for the detection, localisation, and characterisation of prostate cancer: recommendations from a European consensus meeting. Dickinson L, Ahmed HU,Allen C, Barentsz JO, Carey B, Futterer JJ, Heijmink SW, Hoskin PJ, Kirkham A, Padhani AR, Persad R,Puech P, Punwani S, Sohaib AS, Tombal B, Villers A, van der Meulen J, Emberton M Eur Urol. 2011 Apr; 59(4):477-94.