Resezione Prostatica TransUretrale (TURP)

Resezione Prostatica TransUretrale (TURP)

E’ un intervento proposto a pazienti che soffrono di disturbi ostruttivi della basse vie urinarie causati dall’ipertrofiaa prostatica. Solitamente durante la visita viene eseguita una valutazione del PSA tot e delle patologie associate, successivamente l’esplorazione rettale e un analisi di alcuni esami come l’ecografia prostatica transreattale e l’uroflussometria con la valutazione del residuo post-minzione.

A volte possono esssere richiesti esami come la cistoscopia o l’esame urodinamico. Questi esami consentono un approccio più approfondito di alcune patologie vescicali ed uretrali che in alcuni casi si rendono necessari.

Lo strumentario è formato da un resettore tipo Iglesias, da un ottica 0° o 12° o da 30° a seconda delle prefernze del chirurgo. Il resettore è collegato ad una telecamera e un monitor entrambi ad alta definizione (HD). La fonte di energia da noi usata per la resezione è un energia bipolare al plasma di nuova generazione sviluppata dal nostro gruppo, Essedue group e Lamidey-Noury che velocizza l’intervento e riduce le perdite ematiche e consente una rapida rimozione del catetere vescicale nel post-operatorio.

Tecnica Chirurgica

L’introduzione avviene previa dilatazione del meato uretrale, e se necessario, si esegue un uretrotomia con un strumento chiamato ‘Otis’ per evitare come complicanza le stenosi uretrali peniene e del meato uretrale. Una volta introdotto il resettore passando per l’uretra si arriva prima alla prostata e la vescica. Solitamente si visualizza in primis la vescica, per escludere la presenza di patologie a carico di quest’ultima. Successivamente si posiziona lo strumento in corrispondenza della prostata ( uretra prostatica ) e si procede nel resecare, ovvero tagliare delle “fettine” di prostata, rimuovendo quella parte di adenoma prostatico che provoca l’ostruzione alla minzione. L’intervento procede solitamente fino al raggiungimento della capsula prostatica. Dopo l’emostasi, i frammenti di resezione vengono aspirate con un sistema di aspirazione manuale chiamato evaquatore di Ellik ed inviate al laboratorio di anatomia patologica per l’esame istologico. L’intervento si conclude con il posizionamento di un catetere vescicale a tre vie con una cistoclisi (lavaggio vescicale).

DECORSO POST OPERATORIO

Il lavaggio vescicale (cistoclisi) viene solitamente sospeso il giorno dopo l’intervento, anche se in alcuni casi puo’ rendersi necessario il mantenimento per almeno 48/72 ore. Questo serve ad evitare un eccessivo sanguinamento, il quale se abbondante può ostruire il catetere a causa della formazione di coaguli che creano disagio al paziente. Il paziente viene mobilizzato già il giorno dopo. Solitamente la sera dell’intervento il paziente puo’ alimentarsi. Il catetere vescicale di solito è ben tollerato. La durata della cicatrizzazione della loggia prostatica è discretamente lunga oltre i tre mesi